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Nuvole sonore dal passato

 

Ho aperto la finestra in una fresca serata di Maggio.

E’ una finestra che spìa i tetti di Venezia in direzione della stazione e del Ponte della Libertà, ma non si vede nulla.

Ma le posso sentire. Sono delle nuvole sonore. Entrano in casa come piccole processioni di fantasmi.

Sono sicuro che nemmeno dalle stanze degli alberghi che si affacciano alla stazione riescano a sentire gli ultrasuoni del freno dei treni o il rullare catarroso degli autobus ecologici.

Di ‘sti tempi le auto che attraversano il Ponte della Libertà viaggiano lente terrorizzate dagli autovelox e silenziose coi loro agili multijet.

Ma dalla mia finestra posso sentire le doppiette delle 500. Lo stantuffo delle marce delle corriere. Le gare di velocità delle minuscole Abarth. Suoni troppo obsoleti che mi entrano in casa come i ricordi delle vacanze estive ai tempi di scuola.

Le maledette onde sonore viaggiano nel tempo, dunque Mr.Rubbia?

Quale miracolo della fisica può spiegare un fenomeno del genere?

In quale interstizio spaziotemporale si sono incastrati ‘sti rumori?

In che razza di flipper hanno dovuto rimbalzare per trentanni?

La sapevi questa, Mr.Rubbia?

Vedere per credere.

Ascoltare per sapere.

 

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